di LUIGI PANDOLFI
“Lombardia, elezioni ad aprile” titolava domenica scorsa "La Padania". Riportando il responso del consiglio federale riunitosi il giorno prima per decidere cosa fare con Formigoni. A dire il vero la posizione della Lega rispetto al caso Lombardia Maroni l’aveva espressa già quarantotto ore prima, nel corso della conferenza stampa “romana” tenuta insieme ad Angelino Alfano ed allo stesso Formigoni. In quell’occasione il segretario del Carroccio aveva dichiarato: “Abbiano ottenuto l’azzeramento e quindi abbiamo il dovere di andare avanti”. Punto. C’è da giurare che non solo Formigoni aveva capito che quell’ "andare avanti” significava tirare fino alla fine della legislatura.
La base del partito l’aveva, per esempio, capito benissimo, al punto da minacciare una rivolta se non si fosse prontamente rimediato. Anche Salvini l’aveva capito, tant’è che il giorno dopo si lasciava andare a questa considerazione: “Non ci sono più margini
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