di FABRIZIO DAL COL
Chi non ricorda il mese di novembre dello scorso anno quando il paese Italia era ritenuto da più parti a due passi dal baratro e sull’orlo del fallimento? Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, data la situazione di crisi venutasi a creare in quel momento, per cercare una soluzione al disastro finanziario in cui l’Italia si era cacciata, decise di invocare le forze politiche ad accettare, per il bene del paese, un “governo di tecnici” al quale affidare un incarico finalizzato ad evitare il patatrac finanziario. Come abbiamo visto dopo, Monti fu individuato come l’unico tecnico possibile in grado di rispondere ai requisiti sopra citati e, lo stesso, potendosi avvalere di tecnici divenuti poi ministri sui quali riporre poi la sua fiducia, ha conseguito imperterrito il suo cammino di risanamento dei bilanci, interpretando alla lettera quello che è stato l’incarico affidatogli, ovvero quell’incarico finalizzato solo ad evitare il pat
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