di REDAZIONE
Senza certezze sulla consultazione, molti di loro devono decidere che cosa fare. E non è solo il segretario del Pdl Angelino Alfano a essere pieno di dubbi. La stessa preoccupazione riguarda anche Giorgia Meloni che si è smarcata dalla nomenclatura degli ex colonnelli di Alleanza Nazionale per osare una corsa solitaria. Senza primarie, però, deve cambiare obiettivo.
Almeno nelle ultime settimane non le sono mancati gli attestati di stima. Aveva stupito non poco il sostegno del promotore di Fermiamo il declino (Fid) Oscar Giannino, che l’aveva promossa poco dopo la sua candidatura.
La Meloni, che già aveva celebrato il matrimonio del giornalista, era ritenuta «un buon candidato». Giannino aveva detto di ritenerla tale «per la sua età, per la sua freschezza e per il fatto di non essere stata scelta in una lista bloccata per altri meriti».
Insomma un appoggio in piena regola per l’ex ministro della Gioventù che «non è in linea con la degenerazione morale
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