di STEFANO MAGNI
Con gli indipendentisti catalani che dominano il parlamento di Barcellona, il governo spagnolo sta “correndo ai ripari”. Non manda i carri armati (ma qualcuno lo ha già minacciato), però mette mano all’istruzione pubblica, con una nuova legge. La Lomca, acronimo spagnolo per “Legge per il miglioramento della qualità educativa”, intende, prima di tutto, salvaguardare il castigliano. Anche a scapito del catalano. Il ministro dell’Istruzione del governo Rajoy, José Ignacio Wert, ha accettato alcuni emendamenti al testo originale. Oggi, però, presentando la nuova versione della riforma, ha ancora incontrato la ferma opposizione di Irene Rigau, la consigliera catalana per l’istruzione. Oltre al “no”, già annunciato precedentemente, di Marian Ozcariz, la vice-consigliera basca. Il nuovo testo della riforma dell’istruzione prevede, infatti, non ben specificate “proporzioni ragionevoli” fra gli orari di insegnamento delle lingue ufficiali. Di f
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