di LUIGI FRESSOIA
Il ventennio berlusconiano ci dice che in Italia non c’è agibilità politica. Sono successe cose in quest’ultimo anno che dimostrano in modo irrefutabile la veridicità di quest’affermazione. Pensiamo al decreto del governo Monti per far campare l’acciaieria di Taranto: se un passo simile l’avesse osato un ministro berlusconiano schiere di ambientalisti, sindacati e popolino eccitato avrebbero occupato tutta l’informazione, qualcuno si sarebbe dato fuoco come un bonzo davanti ai cancelli, Fini e Casini avrebbero tuonato il loro sdegno e il governo si sarebbe ritrovato isolato nel contesto nazionale e internazionale, quindi costretto a ravvedimenti o dimissioni. Si pensi alle riforme (poi abortite) dell’abolizione di molte province o il far lavorare i professori sei ore in più a settimana. Ci furono proteste, ma tutte meravigliosamente contenute nei binari della compostezza, soprattutto dei media, che infatti sono i soli a poter suscitare sdegno e sc
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