di GILBERTO ONETO
La neo prefetto de L’Aquila, la siciliana Giovanna Maria Iurato, appena insediata il 25 maggio del 2010, era andata a fare un giro fra le macerie del terremoto e si era fatta intervistare in lacrime davanti a tanta rovina.
Qualche tempo dopo era stata intercettata in amabile conversazione con il prefetto calabrese Francesco Gratteri, balzato alle cronache per i fatti della caserma Diaz: la gentile signora raccontava sghignazzando di aver pianto, forse perché le lacrime sono in Italia il più sicuro viatico per la popolarità. Vediamo alcuni passaggi della telefonata delle due Eccellenze:
Iurato: Eh allora sono arrivata là, nonostante la mia...cosa che volevo...insomma essere compita...mi pigliai, mi caricai questa corona e la portai fino a...
Gratteri: Ti mettesti a piangere...sicuramente!
Iurato: Mi misi a piangere.
Gratteri: Ovviamente, non avevo dubbi (ride).
Iurato: Ed allora subito...subito...lì i giornali: "le lacrime del Prefetto".
Gratteri:
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