di ROBERTO GREMMO*
Spunta dove meno te lo aspetti la rancorosa ostilità dell’egemonismo culturale alle lingue locali ed alle identità regionali. Specie sui grandi mezzi di comunicazione di massa, l’occasione per svillaneggiare le parlate locali e dar spazio ai peggiori pregiudizi non manca mai.
Proprio in questi giorni, inonda le reti televisive un gustoso siparietto pubblicitario d’una importante società telefonica che vede il celebre Giacomo Casanova fare fesso un marito cui ha appena circuito la graziosa e disponibile mogliettina. Il macchiettistico consorte irrompe sulla scena con un parruccone non per caso con due punte cornute parlando in veneto stretto, con il tipico intercalare del “ciò...”.
C’é da chiedersi cosa accadrebbe se lo sposo imbrogliato si fosse espresso con cadenza sicula o napoletana ed ostentando cornetti scaramantici. Sarebbe probabilmente caduto il cielo e tutta la conformista congrega dei commentatori un tanto a riga avrebbe alzato for
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