di LUIGI CORTINOVIS
L’assenza di una fiducia minima nel futuro di questo paese la si può riconoscere da molte impressioni sparse un po’ dappertutto e da una miriade di dati inconfutabili. Ieri, il declassamento di Fitch, è solo l’ultimo dei segnali che mostrano che ci attende un 2013 poco piacevole ed un 2014 altrettanto poco edificante. Poco conta la formazione, o meno, di un governo figlio dell’ultimo parlamento eletto.
Sempre a dar retta agli osservatori internazionali, e non solo, il “Belpaese” sta precipitando di anno in anno. Il disagio economico cresce in proporzione all’incremento della povertà percepita e reale. Una stampa che non smette di essere di regime, di fronte al nuovo che avanza (che piaccia o meno questa è un’altra storia), si inventa inchieste farlocche su improbabili proprietà in Costa Rica di Grillo, ma dimentica di raccontare la verità su quel che accade in Grecia (prossima Italia) o sui massacri in Siria. Al contempo, elogia Chavez in
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