di PAOLO L. BERNARDINI
Dopo esattamente due anni dal suo lancio, ho concluso, con la collega Anita Virga, dell’Università del Connecticut e della University of Witwatersrand (l’università di Johannesburg e la principale università del continente africano intero), un progetto dedicato allo studio del suicidio nell’Ottocento italiano, anzi, il lungo Ottocento, che parte dalla rivoluzione francese e termina con la pace di Versailles. Ne è venuto fuori un libro ricchissimo, con diversi contributi di storici, antropologi criminali, letterati e filosofi, alcuni in italiano, la maggior parte in inglese.
Perché studiare il suicidio nell’Ottocento italiano? Non solo perché, banalmente, non vi erano opere al riguardo (ma questo vale per tutta un’altra serie di soggetti e temi), ma soprattutto perché è evidente che la fine dell’Antico Regime, in Italia, ma non solo in Italia, in tutta Europa, porta una nuova cultura del suicidio, che è parte, naturalmente, di una nuova
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