FONTE: www.corriere.it
di Marco Cremonesi
MILANO - «Lo dico con affetto e con stima: non vorrei essere al posto di Maroni in questo momento. Mi sforzo di capire anche la sua posizione, che è quella di salvaguardare la tenuta del movimento. Però, di questo passo si va all'autodistruzione». Luca Zaia, il governatore veneto, sabato ha detto con chiarezza di non essere d'accordo con le espulsioni che hanno innescato i tafferugli in cui tra l'altro è rimasto contuso l'ex segretario della Lega veneziana, Fabio Pizzolato.
Tra gli espulsi c'è chi ha contestato a Pontida. C'è chi, prima delle elezioni, ha annunciato il suo voto per altri partiti.
«Non c'è dubbio che ci siano state situazioni inaccettabili. Eppure, ci vuole equilibrio. L'applicazione dello statuto non è la soluzione di tutti i mali. Soprattutto, è difficile teorizzare un partito egemone al Nord se questo non è in grado di gestire politicamente il dissenso interno. Aggiungo che non è vero che i 35 espulsi
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