di GIANLUCA MARCHI
Qui sotto c'è l'analisi che ho scritto ieri dove dicevo di non capire granché delle mosse ultime della Lega e di Maroni, se non che mi sembrano ispirate da una tendenza destinata a portare il Carroccio a confluire sostanzialmente nella pancia del Pdl. Evidenziavo anche che annunciare di stare all'opposizione del governo Letta dopo aver convintamente votato per la rielezione di Napolitano mi sembrava solo del tatticismo per calmare gli animi di militanti ed elettori schifati per l'appoggio a Re Giorgio. Adesso apprendiamo che quell'opposizione non è più tanto certa: per domani il segretario federale annuncia una riunione della segreteria politica per decidere la posizione da assumere verso Letta, ma dalle colonne del Corriere della Sera già si dichiara pronto a votare la fiducia, legando questo atteggiamento a una presunta attenzione ai problemi del Nord. Fino a 48 ore fa il sì alla fiducia era legato ai due pilastri del programma lumbard, la Macroregio
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