di ENZO TRENTIN
Il lettore, lo spettatore, l’ascoltatore radiotelevisivo e l’utente web appaiono ovunque protagonisti dell’informazione. Sono censiti, contati, persino vezzeggiati, ma in realtà sono ridotti a oggetti inconsapevoli, a massa indistinta di consumatori indifesi. Non sono titolari di alcun diritto. Il pubblico-lettore si difende come può e arretra: abbandona progressivamente gli strumenti più “difficili” e soggiace a quelli più “facili”. Va sempre meno in edicola ad acquistare i quotidiani e giace di fronte alla TV assimilando le improbabili e manipolate notizie televisive che gli si accavallano nella mente in un guazzabuglio di fiction e di news, comincia e rifugiarsi nel web dove rischia d’essere travolto da una massa indistinta e non selezionata di informazioni vere e false.
Se i cittadini non hanno strumenti corretti e plurimi per farsi un’idea appropriata dei temi politici correnti, sarà sempre più illusoria la maturazione di una “societ
Se assistiamo a un degrado della cultura tradizionale dell’Occidente è perché la stragrande maggioranza dei media mondiali è in mano a pochi individui della stessa appartenenza etnica ostili proprio a quella cultura e consapevoli che la conquista delle menti e dei cuori si ottiene tramite la sfera culturale.
Questo oligopolio non potrebbe restare a lungo se i media non potessero avvalersi delle leggi che tutelano la cosiddetta proprietà intellettuale e le varie licenze e concessioni statali. Sono d’accordo che l’indipendenza deve cominciare innanzitutto dalla cultura. altrimenti non c’è speranza per l’emancipazione.