di VITTORIA AGANOOR
Si chiamava tessera del tifoso, era una specie di patente necessaria per andare allo stadio. Il governo Monti c’ha messo le mani, senza abolirla del tutto, anche se, di fatto, si fa come se non esistesse più: l’hanno capito anche i professori che l’esercizio della libertà personale non può essere limitato dalla sottoscrizione o meno di un contratto con una banca (questo era la tessera del tifoso), rilasciato dopo il placet della questura.
Peccato che non l’abbia capito la Questura di Venezia, che ha vietato al Comitato per la Processione di San Marco (un nome che metterebbe paura anche al Mossad), di svolgere in data 25 aprile, festa di San Marco Evangelista, l’usuale rito di omaggio al protettore della città, spolverando un decreto prefettizio del 2009, secondo cui il centro urbano dovrebbe essere “sottratto a cortei e manifestazioni politiche”.
Dovrebbe, perché il divieto non è stato applicato, per esempio, alla recente festa p
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