FONTE ORIGINALE: www.ilfatto quotidiano.it di Alessandro Madron
Appalti alle aziende di parenti e amici, assunzioni poco trasparenti, gestione opaca del patrimonio immobiliare e peculato. Queste e altre ancora le pesanti accuse contenute nella documentazione consegnata lo scorso 25 ottobre al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Verona dall’avvocato Michele Croce, presidente di Agec (l’Azienda gestione edifici comunali) fino al 6 novembre scorso, quando è stato revocato dal sindaco Flavio Tosi. La revoca è arrivata a seguito di un presunto scandalo relativo al costoso maquillage dell’ufficio di presidenza voluto da Croce. Le ragioni della defenestrazione, secondo l’avvocato, sarebbero invece da cercare nella volontà di fare luce sulle attività dell’Agec. Una “pulizia” iniziata in agosto e di cui sarebbe sempre stato tenuto al corrente anche Tosi che, per pronta risposta, ha smentito di aver mai saputo “di situazioni irregolari nella gestione
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