di GIORGIO BARGNA
Negli ultimi anni si è parlato spesso, a volte con sufficienza, del concetto di “autodeterminazione”, questo termine rappresenta una variegata serie di significati, un ginepraio in cui diviene impossibile giostrarsi, se non interpretando il termine a proprio piacimento. Andiamo a prendere in considerazione il rapporto tra Stati e cittadini in merito al diritto di questi ultimi di disporre di se stessi e alla luce delle norme del diritto internazionale. Secondo queste ultime va fatto presente che gli Stati e non i popoli sono i soli destinatari formali delle norme in materia, mentre questi ultimi possono esserne al più i beneficiari, e che una distinzione, purtroppo o a ragione, va fatta tra i concetti di popolo, minoranza, popolazione indigena o gruppo insurrezionale aspettarsi di ricevere qualcosa dalle istituzioni è pura velleità.
“Autodeterminarsi”, potrebbe anche essere un riferimento all’individuo come singolo, e quindi alla possibilità conc
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