di MATTEO CORSINI
"Non voglio fare Robespierre o Saint-Just: niente patrimoniale, solo tracciabilità fiscale". Per mesi e mesi Pierluigi Bersani, autore delle parole di cui all'inizio, è andato in giro dicendo che sarebbe stato opportuno e giusto introdurre una imposta patrimoniale “sui grandi patrimoni immobiliari”, senza considerare che con l'Ici prima e l'Imu poi i patrimoni immobiliari già erano tassati. Il mantra, a cui faceva da cassa di risonanza tutto ciò che sta a sinistra del Pd, Cgil inclusa, era più o meno questo: abbassare il carico fiscale sul lavoro, mediante una patrimoniale “sui grandi patrimoni immobiliari”, appunto.
Poi è iniziata la campagna elettorale, con Berlusconi che per l'ennesima volta promette una riduzione delle tasse, partendo proprio dall'Imu sulla prima casa, e perfino Monti che arriva a prospettare una riduzione del carico fiscale, peraltro dopo avere tassato tutto il tassabile e non aver ridotto i costi dell'apparato elefantiaco del
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