di MASSIMILIANO CARMINATI
A volte l’esteta subisce il fascino tenebroso della violenza, diceva Bruce Chatwin. Spesso anche quello, ugualmente terribile, della solitudine. Ne sa qualcosa Sylvain Tesson che ha deciso di vivere in una capanna ai Cedri del Nord, una località isolata sulle rive del Bajkal, il lago più antico del mondo secondo i Russi. Il villaggio più prossimo dista 120 kilometri ed è abitato dagli uomini della taiga, esseri arcaici che sembrano nutrirsi solo di neve e vodka. Per sei mesi interi Tesson ha come vicini solo orsi e lupi della foresta. Immerso in una natura indifferente e spietata, vive da solo un’esperienza radicale in totale contemplazione dei propri selvaggi paesaggi interiori.
Un esteta ha sempre qualcosa di interessante da dire, anche, forse soprattutto, nelle difficoltà. E Tesson, incurante delle rigidissime temperature dell’inverno siberiano, comincia prendendosela con il nemico giurato di tutti gli esteti: il kitsch, frutto del cattivo