di CLAUDIO ROMITI Dunque, dopo la sparata di Umberto Bossi, la Lega sembra aver raggiunto un livello di difficoltà tale da metterne a serio rischio la sopravvivenza. Tuttavia, dato il rapido declino che in poco più di un anno ha polverizzato gran parte del suo consenso nel Nord, è probabile che l’attacco del Senatur alla dirigenza maroniana serva solo ad accelerare una fine che già si preannunciava ingloriosa per un partito-movimento che doveva rivoluzionare lo Stato italiota. E da questo punto vista le vicende giudiziarie e gli scandali interni al Carroccio è probabile che abbiano semplicemente innescato il detonatore di un malcontento e di una sfiducia che dopo un ventennio di promesse mancate covava da tempo sotto la cenere. Dopo aver sventolato per tutto questo tempo la bandiera della libertà padana – declinata sotto varie forme – senza aver portato a casa uno straccio di risultato tangibile, prima o poi doveva scattare una generalizzata ripulsa da parte delle popolazioni settentrionali. Ripulsa che nessuna pulizia interna…















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