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Catalogna, l’alternativa degli indipendentisti: un referendum comune per comune

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di G.L.M.

vertice-catalanoI lettori del MiglioVerde sono abbastanza informati sullo stato dell’arte della consultazione sovranista che dovrebbe svolgersi in Catalogna il prossimo 9 Novembre. I partiti indipendentisti sono uniti nel riaffermare che si arriverà al voto, ma oggi come oggi il referendum approvato dal Parlamento Catalano e il decreto di convocazione delle urne varato dal presidente Artur Mas sono “congelati” dalla decisione della Corte costituzionale di rendere ammissibili i ricorsi del governo di Madrid verso i due provvedimenti. Se la sospensiva non verrà rimossa in tempi relativamente brevi, diventerà difficile rispettare la data del 9 novembre con tutte le garanzie legali e giuridiche.

Ma, come detto, i partiti indipendentisti – CiU, ERC, ICV e CUP – sembrano decisi a votare comunque il 9 novembre. Il cilindro nel cappello sarebbe una proposta di cui si è discusso nel vertice di venerdì scorso. L’alternativa consisterebbe in una votazione che, dal punto di vista delle garanzie legali e della omologazione politica, sarebbe una via di mezzo fra la consultazione come è stata impostata finora e il voto che avvenne nel municipio di Arenis de Munt nel settembre del 2009. In altri termini una consultazione di carattere rivendicativo e politico, che si estenderebbe alla stragrande maggioranza dei comuni catalani. In quel municipio oltre il 90% dei cittadini che si recarono alle urne dissero si a questa domanda: volete voi che la Catalogna si converta in uno stato di diritto indipendente, democratico e sociale integrato nella Unione Europea?

L’impatto politico del voto, rispetto ad allora, sarebbe centuplicato perché coinvolgerebbe quasi tutti gli oltre 800 comuni catalani. Se vogliamo sarebbe la stessa strada percorsa nel 2010 da Jesolo, unico comune italiano ad aver celebrato un referendum per l’indipendenza.

 

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2 COMMENTS

  1. Mah, mi sembra una soluzione azzeccagarbugli allitaliana. La catalunya é diversa, la situazione lo è, sono piu avanti non solo nel processo, ma nelle teste. Inutile cercare di fregare il potere centrale con le furberie burocratiche. La decisone è politica, e come giusto che sia, lo scontro è politico. Vanno avanti, e fanno bene. Con tutte le conseguenze. Ma è lunica via per lindipendenza. Usare i truccheti di forma è mettersi allo stesso lovello del potere cenyrale, e loro son più bravi in questi giochetti…han tutte le caselle del monopoli.

  2. E’ esattamente la strada che, ideata dall’amico Fabrizio Dal Col che abbiamo intrapreso nel 2008 e culminata con la delibera di iniziativa popolare nel 2010; mi ricordo i sorrisetti dei LEADERS rivoluzionari veneti. Magra consolazione. Per quel che mi riguarda, e’ stato perso un treno (volutamente). Ora, almeno per il Veneto e’ troppo tardi. Lasciamo sta’ gente a studiare e trafficare per le Regionali, tanto non hanno capito un cazzo prima né lo capiranno ora.

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