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Chiamparino presidente delle regioni. il pd ha in mano tutto il paese

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di GIORGIO CALABRESI

chiamparino_carignano_ansaIl Pd conferma il suo “cappotto”. Mentre al Senato, nella fase di approvazione della riformetta istituzionale, vive momenti difficili anche per via di un ampio dissenso interno, che colpisce solamente in caso di voto segretero, a livello di controllo delle istituzioni si conferma padre assoluto della situazione. Da ieri, ad esempio, Sergio Chiamparino (Pd), presidente della regione Piemonte da soli due mesi, è il nuovo presidente della Conferenza delle regioni. È stato eletto al posto di Vasco Errani che ricopriva l’incarico da quasi dieci anni, ma che si era dimesso l’8 luglio dopo aver lasciato la carica di presidente dell’Emilia Romagna per le sue vicende giudiziarie. Se partiamo dal Colle più alto, il Quirinale, con Re Giorgio, passando per il Senato con Pietro Grasso, Palazzo Chigi con Matteo Renzi, arrivando alla presidenza dei Comuni con Piero Fassino e delle Regioni appunto con Chiamparino, dall’amplein è esclusa solo la presidenza della Camera con Laura Boldrini (Sel), figura per altro sempre più sbiadita.

La scelta di Chiamparino, che è stato anche presidente dell’Anci prima di Fassino, votata dai governatori giunti al gran completo a Roma per la seduta straordinaria della Conferenza, è stata unanime come quella di Stefano Caldoro (Forza Italia), presidente della Campania, che lo affiancherà per cinque anni in qualità di vice-presidente. Un’investitura forte dunque che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha subito salutato con un sms di congratulazioni: Renzi e Chiamparino si incontreranno presto per parlare di riforma del Senato e Titolo V. Ma è stata anche un’elezione che ha registrato non poche fibrillazioni in corso d’opera. Non a caso la Conferenza delleRegioni, durata poco più di un’ora, è stata preceduta da un summit al Nazareno di tutti i governatori Pd; motivo, trovare un accordo ed arrivare in Via Parigi con il nome. Di candidature però ne sono uscite tre: oltre a quella di Chiamparino anche quella di Enrico Rossi (Toscana) e Claudio Burlando (Liguria). Se poi la scelta si è concentrata anche da parte dell’opposizione sul nome del presidente del Piemonte sembra lo si debba alla Serracchiani (Friuli-Venezia-Giulia) e vice-segretario del Pd che si è fatta carico della trattativa successiva. Nonostante qualche mal di pancia e visi scuri al termine della Conferenza, il voto unanime («è un segnale incoraggiante», ha detto Chiamparino) è arrivato, legittimando pienamente a governare il neo-presidente e il suo vice, l’uno del centro-sinistra, l’altro del centro-destra. La prima sfida o «il primo obiettivo della vita politica», come lo ha definito Chiamparino è la Riforma del Senato e a seguire quella del titolo V; poi il riparto del Fondo Sanità e il Fondo per il Trasporto pubblico locale, in modo da garantire a tutti – ha detto il neo-presidente – livelli adeguati di servizi e una gestione efficace e efficiente«. »Avere un luogo politico non negoziale, nel quale Stato e autonomie possano confrontarsi – ha detto Chiamparino parlando del nuovo Senato – è l’unico modo per far vivere un’autonomia vera di Regioni e Autonomie e per garantire l’unità del Paese. Le riforme servono a dimostrare che le regioni sono in grado di essere parte integrante dello Stato e del suo cambiamento. E protagoniste«.

Fra i commenti più caustici rilasciati a caldo dopo l’elezione quella dell’ex presidente del Piemonte, il leghista Roberto Cota: »Per ora in Piemonte non sono state fatte grandi cose; noi abbiamo portato la sanità in equilibrio; vedremo cosa loro saranno in grado di fare«. Anche Roberto Maroni (Lombardia) in un tweet pur augurando buon lavoro al neo eletto ha affermato che »sarà al suo fianco se saprà difendere le specificità delle regioni del nord«. Mentre per Luca Zaia (Veneto) è bene che sia del nord perchè conosce i problemi della »nostra comunità«. Vendola, già in polemica con il Pd e con Renzi, non si esime dal dire che da Chiamparino si aspetta »autonomia da Palazzo Chigi«, ma anche – certo – »energia« nel rappresentare le istanze del sud, del centro e del nord. Il ministro Lanzetta si è detta »felicissima«, certa che ci sarà la possibilità di lavorare ottimamente cominciando dall’attuazione della legge Delrio. Per Piero Fassino, presidente dell’Anci Chiamparino è una »guida autorevole e riconosciuta« e per i Comuni un »interlocutore attento«. I parlamentari del Pd, infine, sono »orgogliosi« della nomina, ha il profilo giusto, dicono, ed anche Zingaretti, il cui nome era comparso per un pò fra i papabili, dice »va bene così, la discussione è stata franca«.

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