di REDAZIONE
Nell'articolo pubblicato oggi nella rubrica "Gli Indipendenti", a firma di Enzo Trentin, compare un'affermazione dell'autore che merita una giusta riflessione. Scrive Trentin: "Tutti si scapicollano a dettagliare questo o quel percorso atto ad ottenere l'indipendenza; quasi nessuno indica per filo e per segno quale sarà l'organizzazione del nuovo Stato che si venisse a creare".
Un'osservazione che non deve passare come una semplice critica, ma come un'occasione per discutere, effettivamente, di come vorremmo fosse il paese in cui vivere un domani, una volta liberati dal fardello centralista e statalista italiano. Anzi, sulle pagine di questo giornale potremmo pubblicare - lo proporrò anche al direttore - i progetti più interessanti che vanno in tale direzione.
A tal proposito, vorrei cominciare oggi col rilanciare una delle due proposte che, al Parlamento di Chignolo Po (che molti presero seriamente, a differenza di Umberto Bossi), la proposta di Costituzione C
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