Crimea, ora sono i Tatari a chiedere l’indipendenza

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di LUIGI POSSENTI Dopo la caduta di Yanukovic per via delle rivolte di “Piazza Maida”, in Ucraina è iniziata la decomposizione del vecchio Stato nazione. Ha iniziato la Crimea, che in pochissimo tempo ha pronunciato una dichiarazione unilaterale d’indipendenza, seguita da un referendum (il 16 marzo scorso, vinto dai favorevoli alla secessione con oltre il 90% di consensi), seguito a sua volta dalla richiesta di annessione alla Russia. Ora, è la volta di una minoranza della penisola oggi russa.I tartari di Crimea (12%-15% della popolazione) potrebbero creare un loro territorio autonomo nella penisola annessa dalla Russia. I delegati del congresso intendono infatti adottare una risoluzione intitolata “sul diritto del popolo tartaro all’autodeterminazione nel loro territorio storico di Crimea”, con la quale, spiegano, “informiamo tutte le parti dell’inizio delle procedure politiche e legali per definire un territorio nazionale autonomo”.  Il presidente del Mejlis dei tatari di Crimea Refat Chubarov ha dichiarato che il documento non riconosce l’adesione della Crimea alla Russia e la perdita dell’Ucraina della…

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