DELLA LIBERTA’ GLOBALE E DELLE IDENTITA’ LOCALI

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di MARIO VARGAS LLOSA Gli attacchi più efficaci alla globalizzazione di solito non sono quelli legati all’economia. Sono invece sociali, etici e, soprattutto, culturali. Questi argomenti sono emersi nel tumulto di Seattle nel 1999 e più recentemente hanno risuonato a Davos, Bangkok e Praga. La scomparsa dei confini nazionali e la nascita di un mondo interconnesso dai mercati infliggerà un colpo mortale alle culture regionali e nazionali e alle tradizioni, ai costumi, ai miti e alle consuetudini che determinano l’identità culturale di ogni paese o regione. Poiché la maggior parte del mondo non riesce a resistere all’invasione dei prodotti culturali dei paesi sviluppati – o, più precisamente, della superpotenza, gli Stati Uniti – che inevitabilmente trascina le grandi società transnazionali, la cultura americana alla fine si imporrà, strandardizzando il mondo e annientandone la ricca flora di culture diverse. In questo modo tutti gli altri popoli, e non solo quelli piccoli e deboli, perderanno la propria identità, la propria anima, e si ridurranno a semplici colonie…

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