di SILVANA STAZZONE*
Un ballo con gesti ritmati. Tante donne, serie, concentrate, con fazzoletti rossi al collo. E’ quasi una danza tribale, che vuole esorcizzare la violenza dell’uomo sulla donna. Paura dell’uomo, definita “ancestrale” un tempo non tanto antico, oggi dopo generazioni trascorse dall’emancipazione femminile suona anacronistica. Sono parole, definizioni che ci appaiono ormai vuote, inutili da pronunciarsi, mentre invece la realtà è tutta un’altra. Una donna su tre oggi è vittima della violenza dell’uomo carnefice, del suo uomo, fidanzato, marito, compagno, una violenza che è orrore di sangue o distruzione psicologica: negazione comunque di vita e libertà, di rispetto e amore, di amicizia e comprensione, proprio da colui che più vicino alla donna dovrebbe amarla e che invece sa esprimere solo un sentimento assassino. Così il giorno di San Valentino, una ricorrenza romantica, d’amore e passione, si trasforma e si tinge di rosso non di gioi
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