Mah! ed anche quando lasci il tfr all’azienda dove lavori o lo dai a fondi pensione, hai fiducia nella gestione e nella solvibilità. Il baratto è fattibile solo in economie molto primitive. Mi raccontavano di certi negozi di nuova invenzione, accettano merce usata ma in buone condizioni, tu porti una tua borsa e te la valutano in “bottoni”. Poi scegli tra la merce portata da altri ed azzeri il credito prendendo un passeggino od un carrello per la televisione con analogo valore in “bottoni”. Che si chiamino così o valuta o assegni circolari emessi per far fronte alla carenza di spiccioli, sempre c’è la fiducia verso l’emettitore.
Viviamo in un incantesimo. Dietro il denaro non c’è niente, solo digit e carta stampata. Il giorno in cui la gente sarà consapevole che il denaro è accettato per convenzione, allora ci sarà da ridisegnare tutto il sistema socioeconomico.
La gente non sembra neppure accorgersi dell’evidenza..
Quando per es. ottieni coi punti un buono sconto di 5 euro alla pompa di carburante (magari a fronte di 30€ di spesa), tu stai accettando una banconota di 5€ sotto l’egidia di una terza parte..
Il fatto che le due parti (chi emette il buono sconto e chi lo accetta) siano d’accordo, serve a dar la fiducia ovviamente, ma il sistema è lo stesso.
Ancor di più quando pensiamo ai buoni pasto “tickets” aziendali da 5€ (o 5,20 nel caso personale).
Se vado all’interspar per me equivalgono al loro valore monetario per qualsiasi merce (inclusi elettrodomestici, pneumatici, cibo per il cane, va beh non l’edicola o parafarmacia.. ma potrei comprare una TV a suon di tickets), se vado alla Coop solo per certe merci.. se vado alla Famila con una sottrazione del tot% (illegale ma va beh)..
Insomma è come se voi vi presentaste a pagare la spesa con dollari americani: magari un commerciante li accetta. Altri no. Alcuni vi dicono “d’accordo ma mi tengo un sovrapprezzo”.
Parliamo di ticket buoni pasto però! Dove sta la differenza allora tra ticket emessi da aziende private (terze) con controvalore in moneta sulla fiducia, e banconote “ufficiali” emesse da “importantissime” banche internazionali?
IO DI SOLDI IN BANCA NON NE HO E NON HO PROBLEMI. MA SE LI AVESSI TI TERREI SOTTO IL MATERASSO O SOTTO UNA PIASTRELLA COME FACEVANO I NOSTRI NONNI. AVEVANO RAGIONE ANCHE SE NON AVEVANO UNA LAUREA IN ECONOMIA.
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Mah! ed anche quando lasci il tfr all’azienda dove lavori o lo dai a fondi pensione, hai fiducia nella gestione e nella solvibilità. Il baratto è fattibile solo in economie molto primitive. Mi raccontavano di certi negozi di nuova invenzione, accettano merce usata ma in buone condizioni, tu porti una tua borsa e te la valutano in “bottoni”. Poi scegli tra la merce portata da altri ed azzeri il credito prendendo un passeggino od un carrello per la televisione con analogo valore in “bottoni”. Che si chiamino così o valuta o assegni circolari emessi per far fronte alla carenza di spiccioli, sempre c’è la fiducia verso l’emettitore.
Understatement forzato.
Come! non credete alla saggezza dei presidenti delle banche centrali?
Viviamo in un incantesimo. Dietro il denaro non c’è niente, solo digit e carta stampata. Il giorno in cui la gente sarà consapevole che il denaro è accettato per convenzione, allora ci sarà da ridisegnare tutto il sistema socioeconomico.
La gente non sembra neppure accorgersi dell’evidenza..
Quando per es. ottieni coi punti un buono sconto di 5 euro alla pompa di carburante (magari a fronte di 30€ di spesa), tu stai accettando una banconota di 5€ sotto l’egidia di una terza parte..
Il fatto che le due parti (chi emette il buono sconto e chi lo accetta) siano d’accordo, serve a dar la fiducia ovviamente, ma il sistema è lo stesso.
Ancor di più quando pensiamo ai buoni pasto “tickets” aziendali da 5€ (o 5,20 nel caso personale).
Se vado all’interspar per me equivalgono al loro valore monetario per qualsiasi merce (inclusi elettrodomestici, pneumatici, cibo per il cane, va beh non l’edicola o parafarmacia.. ma potrei comprare una TV a suon di tickets), se vado alla Coop solo per certe merci.. se vado alla Famila con una sottrazione del tot% (illegale ma va beh)..
Insomma è come se voi vi presentaste a pagare la spesa con dollari americani: magari un commerciante li accetta. Altri no. Alcuni vi dicono “d’accordo ma mi tengo un sovrapprezzo”.
Parliamo di ticket buoni pasto però! Dove sta la differenza allora tra ticket emessi da aziende private (terze) con controvalore in moneta sulla fiducia, e banconote “ufficiali” emesse da “importantissime” banche internazionali?
Immagine esempio:
http://www.eplannol.com/uploads/201209291322110.TICKET_RESTAURANT_FRONTE.png
Quindi proponi il ritorno al baratto?
IO DI SOLDI IN BANCA NON NE HO E NON HO PROBLEMI. MA SE LI AVESSI TI TERREI SOTTO IL MATERASSO O SOTTO UNA PIASTRELLA COME FACEVANO I NOSTRI NONNI. AVEVANO RAGIONE ANCHE SE NON AVEVANO UNA LAUREA IN ECONOMIA.