ECCO IL 26° SEGNALE DELLA RIPRESA: IN CAMPANIA 15.000 ASSUNTI NELLE PARTECIPATE

napolidi LUIGI CORTINOVIS

Se la crisi obbliga molte aziende private a licenziare e delocalizzare, da sempre, si sa, elezioni fa rima con assunzioni nel settore pubblico, soprattutto in quelle che chiamano aziende, ma non solo altro che le famigerate partecipate con capitale pubblico, veri e propri carrozzoni.

Che sia la Regione, il Comune o la (pseudo-defunta) Provincia (che oggi si chiama Città metropolitana), il festival del clientelismo fa sempre il pieno. Basta un dato a far venire la pelle d’oca: messi insieme, solo i dipendenti delle società miste della Regione Campania e del Comune di Napoli sfiorano le 15mila unità. Letto bene? Quindicimila persone, ovvero molto più della chiacchierata Rai, della bistrattata Alitalia e persino della popolazione di tanti comuni campani.

Beh sapete com’è: secondo le statistiche ufficiali, quelle dell’Istat ad esempio, ogni stipendio di un parassita assunto dal settore pubblico fa P.I.L. E la chiamano crescita, quando no “luce in fondo al tunnel”.

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