Elezioni politiche: la illegittimità che può derivare dal “non voto”

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di FABRIZIO DAL COL Quando si è insediato Monti al governo, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano prima di affidargli l’incarico lo nominò Senatore a vita. Dopo la nomina a premier e il relativo passaggio in parlamento per il conseguente voto di fiducia, il PDL quasi quotidianamente ribadiva che il premier nominato mancava di legittimità popolare per svolgere l’incarico di Presidente del Consiglio in quanto detto incarico era stato affidato tramite una nomina diretta dal capo dello Stato, quindi non elettiva, senza che il suo predecessore Silvio Berlusconi venisse mai sfiduciato con il voto parlamentare. Come sappiamo Berlusconi si dimise da premier per lasciare l’incarico a Monti, giustificando le dimissioni come atto di responsabilità politica e senso dello Stato. Il PDL aveva ragioni da vendere quando contestava la “sospensione della democrazia” consumatasi per i fatti e il percorso avvenuti, ma dato che l’Italia si è sempre distinta per non essere un paese normale, il Pdl ha preferito non ritornare sul tema della legittimità popolare ben…

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