di ROBERTO GORINI
In un paese dove lo stato (volutamente con la s minuscola) re-distribuisce così tanta ricchezza, ovvero fa di tasse e assistenzialismo la sua politica, non si vota mai il migliore, ma colui che garantisce il miglior risultato personale. Per cui siamo sempre di fronte a un voto sbagliato per il paese, e un voto interessato per gli elettori.
L’errore parte dal fatto che lo stato mette le mani nella maggioranza delle attività economiche. La spesa pubblica è infatti oltre il 50% del Pil (per quel che può valere il Pil). In questo modo l’assistenzialismo, la corruzione e il voto di scambio diventano endemici. Per cui non si va in cerca di un governante, ma di un datore di lavoro. Colui che vince nella tornata elettorale è anche colui che più è disposto a giocare sporco. A utilizzare la redistribuzione a favore di qualcuno. E’ ovvio che per farlo deve essere disposto a scendere a patti con l’etica. Deve prendere qualcosa a qualcuno e darla a qualc
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