di ALTRE FONTI “Quale referendum? No, non ne sapevo nulla”, si stupisce la russofona Julia, 42 anni, abitante di Narva, in occasione del ventesimo anniversario del referendum per l’autonomia della sua regione, il Viru orientale. Eppure i “sì” avevano vinto (con il 54 per cento delle preferenze e un’affluenza alle urne del 52 per cento) e avevano preoccupato non poco i difensori della giovane Repubblica d’Estonia. Il referendum era stato organizzato per il 16 e 17 luglio 1993 in tre città della regione, Narva, Kohtla-Järve e Sillamäe. Malgrado l’esito, la Corte di stato giudicò anticostituzionale il referendum delle tre città e il movimento per l’autonomia si sgonfiò. La Transnistria d’Estonia dunque non è mai nata (riferimento alla regione russofona nata dalla secessione dalla Moldavia, ma non riconosciuta da alcun paese). L’esperienza più intensa che ho vissuto è stata l’incontro con tre cosacchi in carne e ossa. All’epoca, però, la situazione qualche problema lo pose. Narva, dopo tutto, era una città nella quale convivevano la bandiera…















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