di CARLO ZUCCHI*
Sul Corriere della Sera di ieri, Angelo Panebianco ha contestato, e con validi argomenti, la tesi secondo cui la responsabilità dell’alta tassazione sia attribuibile all’elevata evasione fiscale e che solo a seguito di una riduzione di quest’ultima, sia possibile una riduzione delle aliquote.
Panebianco ha evidenziato che tanto più le aliquote fiscali sono elevate, tanto più è conveniente assumersi i rischi da evasione, prova ne sia che all’aumentare dell’imposizione fiscale aumenta anche l’area dell’economia sommersa, in un movimento a spirale per effetto del quale, più crescono le tasse e più cresce l’evasione. Inoltre, Panebianco ricorda giustamente come un regime di alte tasse favorisca “la presenza di un amplissimo stuolo di cercatori e percettori di rendite che prosperano grazie a un sistema di spesa pubblica che combina alti costi di mantenimento e, soprattutto in certe zone del paese, l’erogazione di servizi scadenti” e spesso,
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