di ALTRE FONTI ROMA – «Io non ho paura per me. Ho paura per la democrazia. Perché questa è una legge sbagliata, ipocrita, piena di sciocchezze. Siamo rimasti solo io e Peppone a pensarla così». Chi parla è Maurizio Bianconi, tesoriere del Pdl. «Peppone», invece, è Ugo Sposetti, altrettanto battagliero deputato pd e storico tesoriere ds. Ma a difendere la barricata del finanziamento pubblico non ci sono solo loro. Perché il disegno di legge, che arriva molti anni dopo un referendum che abrogava i fondi ai partiti, rischia di essere svuotato di contenuti e fatto slittare dall’arrembaggio (con 150 emendamenti) più o meno palese di molti difensori della mano pubblica nei partiti. Definirli semplicemente difensori della Casta sarebbe fare loro un torto. Perché il fronte di chi si oppone alla fine dei finanziamenti pubblici è variegato e porta con sé interessi privati, difesa di indifendibili sprechi e privilegi, ma anche qualche buona ragione. Bianconi parla di ddl ipocrita, perché «se la gente vuole…















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