di ANGELO PELLICIOLI
Alla babele burocratica italiana mancava, probabilmente, ancora l’ultimo tassello del puzzle. Lo hanno prontamente inserito, pensando di chiudere l’opera cartonata, un gruppo di giuristi e di docenti universitari (dei quali, di questi tempi, sentivamo tutti la mancanza) e…udite udite… anche un gruppo di giornalisti di rilevanza nazionale. Che anche la stampa cosiddetta “normalizzata” si sia finalmente svegliata, dopo anni di letargo e considerati i tempi che corrono, auspicando una vera riforma burocratica quale priorità assoluta, non c’è da stupirsi. Deve invece destare qualche preoccupazione il fatto che la stampa ossequiante plauda (accodandosi a giuristi, docenti universitari e appoggiandosi ai soliti parlamentari) ad una riforma burocratica a mezzo di un’ assurda richiesta volta, guarda caso, a coloro i quali risultano essere proprio i creatori ed i manutentori dello “status quo” burocratico del nostro paese. Ci vuol poco
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