di GIANLUCA MARCHI
Domenica ho scritto un editoriale che ha preso spunto da una bella iniziativa di riflessione promossa da Domà Nunch e da Terra Insubre sui moti di Milano del maggio 1898 soffocati nel sangue dall'esercito regio guidato da Bava Beccaris. In quell'articolo mi chiedevo, retoricamente ma non troppo, cosa debba ancora accadere prima che la Padania si ribelli al cappio dell'Italia e alla totale depredazione da parte dello Stato.
Quell'editoriale ha dato il destro a Pierluigi Pellegrin, conduttore di Radio Padania che non ha alcuna remora a dire e far dire cose che potrebbero infastidire il padrone del vapore, per invitarmi a intervenire in diretta in uno spazio da lui gestito nel palinsesto dell'emittente di via Bellerio. Questa la domanda di fondo che mi è stata rivolta: l'idea di una rivolta dei padani tratteggiata nell'articolo domenicale deve intendersi come un mio auspicio, cioè una speranza, oppure come una previsione di qualcosa pronto ad esplodere? Ho ri
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