di LUIGI CORTINOVIS
Stavolta, il ministro addetto ai tagli s'è sbilanciato non poco ed ha speso parole pesanti in merito alle sforbiciate che van date alla spesa pubblica. L'esempio usato - che non è una novità e si rifà ai cosiddetti "costi standard" - colpisce: una Tac o una garza dovranno costare la stessa cifra sia in Calabria che in Lombardia, e una cartuccia per stampante dovrà essere pagata al miglior prezzo sia da un Ministero che dall'Inps.
È questo, insomma, l'obiettivo del Commissario per la "spending review" (revisione della spesa), Enrico Bondi, che in settimana presenterà la prima relazione al Comitato interministeriale guidato da Mario Monti. La spesa per acquisto di beni e servizi rimane quella immediatamente «aggredibile» e, come ha spiegato il ministro Piero Giarda, ammonta a circa 100 miliardi nel breve periodo e a 300 nel medio-lungo. Avete letto bene? Si parla di tagliare nel breve periodo quasi metà della spesa corrente. Da qui devono saltar fuo
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