di LEONARDO FACCO
Negli ultimi anni, una parte crescente del mondo anti-globalista ha costruito la propria battaglia politica attorno a un’idea molto semplice: per difendersi dal globalismo e dal possibile avvento di un governo mondiale, sarebbe necessario salvare e rafforzare lo Stato-nazione.
È una tesi che ritorna spesso, come nell’articolo di JB Shurk, pubblicato da LewRockwell.com, dove il globalismo viene descritto - giustamente peraltro - come un progetto volto a dissolvere identità nazionali, sovranità locali e autonomie politiche per concentrare il potere in strutture sovranazionali sempre più centralizzate. Il problema è che questa narrazione, pur cogliendo un pericolo reale, rischia di trascinare molti difensori della libertà in una trappola teorica e politica gigantesca: scambiare lo Stato-nazione per un baluardo della libertà.
E qui emerge una contraddizione che il pensiero libertario autentico non può ignorare. Partiamo da un punto chiaro, apodittico: lâ