di DANIELE VITTORIO COMERO
Beppe Grillo ha toccato con mano che cosa vuol dire presentarsi alle elezioni in Italia, nella patria della democrazia parlamentare più tollerante d’Europa con ladri, truffatori e millantatori, procurandosi una fastidiosa scottatura.
Che cosa è successo? Niente di nuovo, da venerdì 11 fino a domenica 13 gennaio, la legge prescrive che siano depositati i simboli che verranno utilizzati per la campagna elettorale e per la presentazione delle liste di candidati. Un passaggio apparentemente formale per i partiti in Parlamento: il PD ha depositato il suo simbolo con tutta calma, come il PDL e la Lista Monti. Non così per tutti gli aspiranti competitori che vogliono entrare a sedersi nelle prestigiose camere. Ad esempio, il Movimento 5 Stelle teme di essere clonato da altri ed allora si mette in fila davanti al Viminale fin dall’inizio della settimana, come prendere il posto a teatro quando i biglietti vanno a ruba. Questo è il racconto di Grillo
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