Guerra al contante tramite il bancomat: chi lo usa ricicla soldi sporchi

di MARIETTO CERNEAZ

Lo aveva dichiarato senza mezzi termini Mario Monti: quella che abbiamo ingaggiato coi contribuenti è una guerra. E i contribuenti se ne sono accorti, anche con chi lo ha succeduto, ovvero con il governo Letta, che nonostante sia stato cacciato dal suo compagno di partito ha lasciato tracce del suo lavoro.

La guerra al contante, ad esempio, è in pieno svolgimento. Dal limite all’uso delle banconote si è arrivati all’attacco ai bancomat, con la scusa dell’antiriclaggio. Scrive Italia Oggi: “Dalla Banca d’Italia arriva una tirata d’orecchie alle banche che consentono ai clienti di prelevare importi troppo elevati o che utilizzano troppo o troppo frequentemente le carte ricaricabili. Luci puntate, inoltre, su chi chiede carte di questo tipo, in particolare se opera nel settore edilizio, compro oro, money transfer: sono questi infatti i settori più a rischio di riciclaggio. Sono le principali criticità rilevate dall’Unità di informazione finanziaria di Banca d’Italia (Uif) in una comunicazione diffusa qualche giorno fa con la quale vengono individuati schemi rappresentativi di comportamenti anomali connessi all’operatività con certe di pagamento”.

Vogliono conoscere tutto di noi, vogliono mettere sotto controllo ogni transazione. La scusa? Sempre quella del ritenere “la privacy” una forma di anonimato delinquenziale. E quali sarebbe i comportamenti “anomali”? Carenze nell’adeguata verifica dei titolari delle carte di pagamento e di quelle di credito; assenza di limiti al numero massimo di carte emesse a favore di uno stesso nominativo; utilizzo delle carte da parte di soggetti diversi dal titolare; assenza, nei sistemi informatici, di meccanismi automatici di rilevazione di operazioni anomale; possibilità, come visto, di effettuare prelevamenti presso Atm per importi eccessivamente elevati.

Che farà il governo Renzi? Cambierà posizione rispetto ai suoi predecessori? Più di un indizio lascia pensare che non sarà così.

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