di REDAZIONE
Un'ora e un quarto. Prima un lungo monologo; poi la parola a Niccolò Ghedini; e ancora le domande dei giornalisti. E' servita un'ora e un quarto a Silvio Berlusconi per dire la sua verità. Senza risparmiare nessuno. Dai partner europei, a cominciare da Angela Merkel, fino a Mario Monti 'colpevole' di aver innescato una ''spirale recessiva senza fine'', passando per i 'soliti' giudici che vogliono la ''dittatura della magistratura''.
All'indomani della condanna di primo grado nel processo sui diritti tv il Cavaliere sale sull'ottovolante. ''Obbligato a restare in campo'', annuncia al Tg5. In campo sì, ma non da candidato premier, puntualizza nella conferenza stampa di Villa Gernetto convocata in tempi strettissimi, ma affollata come non mai. Giornalisti e operatori tv, certo. Ma nella residenza settecentesca Berlusconi trova ad attenderlo anche una platea di fedelissimi. Insieme al legale Ghedini, sono presenti, tra gli altri, Paolo Bonaiuti, Daniela Santanché, Ma
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