IL “FISCO AMICO” SPEDISCE 100.000 LETTERE DI ACCERTAMENTO

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tassefurtodi LEONARDO FACCO

Sapete che c’è di nuovo? Nulla, salvo il fatto che la macchina torturatrice dello Stato lenone (sempre più a bolletta peraltro) è perennemente al lavoro. Sta sulla bocca di tutti quanti i frequentatori dei bar, anche di quelli che leggono “i bugiardini”, che ci sono 75 mila contribuenti, che in questi giorni stanno ricevendo lettere del “Fisco-amico”, che segnalano anomalie nel reddito e scostamenti fra quanto dichiarato e spese sostenute”. “Los burocrates” lo definiscono un “avviso bonario” e non un accertamento fiscale. Chi lo riceve, invece, se la fa sotto a prescindere. E mi par già di sentire i porconi nell’aire.

In soldoni, lAgenzia delle Entrate vorrebbe capire da voi cosa fate e come gestite i vostri soldi, dato che a lorsignori il vostro bilancio non quadra, o non piace se preferite. Tutto ciò, non ha nulla a che vedere col “Redditometro” peraltro,per il quale sono state spedite altre 25mila missive ad altrettanti titolari di codice fiscale.

L’Italia è in bancarotta, la spesa pubblica aumenta, il Pil dice che siamo in recessione, di tagli non se ne fanno e la quantità di parassiti è ampiamente oltre ogni limite sopportabile. Ma per salvarla continueranno a tassarvi e rapinarvi legalmente. Pinocchio Renzi lo sta facendo dal primo giorno in cui s’è insediato, nonostante la “grande stampa”, complice, soprassieda bellamente.

tasse record mondialeFallitaglia, ormai è uso comune definire così questo paese, non è un’invenzione recente, ma la semplice materializzazione di quanto Luigi Sturzo aveva intuito decenni fa:“L’ingerenza dello Stato (burocrazia, partiti, deputati, commissari del popolo e chi più ne ha più ne metta) sarà tale che il cittadino dovrà cominciare a pensare come difendersi dallo Stato che si va creando”. Ci ha preso! Ed Equitalia gode!

Vi confido che mi sta anche passando la voglia di abbaiare alla luna. Mi preme, piuttosto, far mie le parole scritte tempo fa da un mio amico, Alan Peter Fortebraccio, che ha ragione da vendere quando – da piccolo imprenditore tartassato, ma combattivo e mai domo – sostiene che“la giustizia degli oppressi non coincide con le leggi degli oppressori”.Verissimo! Soprattutto fino a quando i primi avranno il cattivo gusto, accompagnato da tanta codardia, di abbassare continuamente le braghe e porgere tafazzianamente le chiappe.

Le 100.000 lettere di cui sopra vengono ufficialmente definite uno strumento della “compliance fiscale”, ovvero un modo per avvicinare il contribuente e spiegargli come evitare errori futuri. Se a voi va bene nulla da obiettare. Personalmente, soprattutto rileggendo le parole del sacerdote di cui sopra e analizzando i fatti, io preferisco chiedere aiuto alla protettrice di tutti noi tartassati: “Beata evasione, ora pro nobis”!

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