Immigrazione: dagli allo svizzero, travisando anche la realtà (video). Ma il problema sta in Italia

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di GIANLUCA MARCHI L’Italia è un paese da barzelletta e i suoi mezzi di comunicazione (giornali e televisioni) in gran parte non sono da meno. Dopo il voto con cui domenica il popolo svizzero ha deciso, per ora in modo molto generico e differito, un freno all’immigrazione, gli italici hanno gridato allo scandalo, e hanno scritto e fatto credere che da ieri mattina sarebbe cominciata la “caccia al frontaliero”, cominciando dai 60 mila connazionali che ogni giorno varcano il confine per lavorare in terra rossocrociata. Non si sono nemmeno preoccupati, politici e soloni del giornalismo pizza e pummarola, di andare a leggere il quesito referendario su cui si è pronunciata la Svizzera. Avrebbero scoperto – ma non avrebbe fatto comodo alla loro caccia al razzista – che per tre anni non cambierà proprio nulla, dopodiché le istituzioni elvetiche dovranno trovare tempi e modi per dare applicazione a quanto deciso dal popolo. “Il frontaliere che lavora in Ticino non deve temere, e’ fondamentale per la nostra…

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