di MARINO MARIN
Non solo amatriciana, non solo azzurri. Giovedì sera, a Roma, c’è una opportunità in più. Per tutti gli amanti della buona cucina, soprattutto per chi è allergico alla retorica patriottarda: mangiare bene, lontano dalle grida scomposte di chi acclama la statale di calcio. Basta salire il monte del Gallo, a pochi metri da San Pietro. Di fronte alla fermata del trenino trovi l’unico ristorante, pardon, l’unico bàcaro della città. Con un menù strettamente veneziano.
Per Sebastiano Vianello, titolare di Ombre e cicheti, sbarcato a Roma da Dorsoduro, il boicottaggio della partita ha il sapore della vendetta: “il calcio, d’estate e d’inverno, condiziona negativamente il flusso del clientela. Soprattutto in un locale come il mio, dove non c’è mai stato né ci sarà un monitor: siccome non a tutti il calcio interessa, lancio un appello a chiunque non sia interessato ad urla o strepiti, ma preferisca rilassarsi al fresco del monte del Gallo".
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