di FRANCO DE POSSENTIS
Il 25 settembre dello scorso anno, in Kurdistan si tenne il referendum per l'indipendenza che, con il 92% di voti per il Sì (7,27% contrari), sancì ufficialmente la secessione. Nonostante le resistenza americane, poco propensi a riconoscere la nuova area geografica, i curdi del Kurdistan irakeno (Sud Kurdistan) sono chiamati nuovamente alle urne, il 30 settembre, per eleggere i loro rappresentanti nel Parlamento regionale del Kurdistan.
L’allora Presidente Massoud Barzani aveva completamente sbagliato i calcoli: un referendum voluto per sfidare Baghdad, sfruttando un momento di forza del Kurdistan e la contestualedebolezza dello Governo centrale, si è ritorta contro la regione autonoma curda, che non ha raccolto attorno a sé nemmeno il dovuto appoggio della comunità internazionale, favorevole alla cosiddetta ‘One Iraq Policy’, contraria alla disgregazione dello Stato mediorientale. È una situazione che ricorda, per certi versi, quella catalana: