IL FISCO FA QUEL CHE VUOLE DEI VOSTRI CONTI CORRENTI. E TUTTI ZITTI!

di LEONARDO FACCO Non solo nell’inferno fiscale italiano esiste la clausola del “solve et repete” – dove è il contribuente a dover dimostrare allo Stato ladro di essere nella ragione a fronte di un controllo delle Fiamme Gialle -, ora ci ritroviamo sul groppone anche di peggio, oltre a spesometri studi di congruenza, controllo dei contanti e altro. Per chi non ricordasse, esiste una sentenza della Corte di Cassazione che spalanca le porte dei conti correnti al Fisco. Ecco qua: “Secondo una sentenza dell’8 maggio 2015 l’Agenzia delle Entrate è legittimata ad accertare maggiori redditi imponibili sulla base dei dati desunti dalle indagini finanziarie senza dover disporre di alcuna prova”. Di più: “Gli accertamenti sarebbero legittimi anche quando i conti correnti sono cointestati con un altro soggetto”. Infatti, da inizio di quest’anno, un software verifica se il contribuente ha speso più di quanto ha incassato. In caso di scostamento del 20% da un anno all’altro – oltre una certa soglia di spesa – parte la verifica per capire…

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