LA CINA È SEMPRE PIÙ CRIMINALE CONTRO TAIWAN ED HONG KONG

di REDAZIONE

La criminale dittatura comunista cinese, mentre lo spauracchio Covid-19 continua ad aleggiare in mezzo mondo, stringe il pugno nei confronti delle mitiche città-stato d’oriente.

Wu Qian, portavoce della delegazione del PLA e delle forze di polizia armate, ha concesso un’intervista ai media durante la terza sessione della XIII Assemblea del partito. In merito alle domande su Taiwan, Wu Qian ha risposto: “Taiwan è una parte inseparabile della Cina. La questione di Taiwan è un affare interno della Cina, che riguarda gli interessi fondamentali della Cina e i sentimenti nazionali di 1,4 miliardi di cinesi. Non sono consentite interferenze esterne”.

Va sottolineato – la lasciato intendere il gerarca cinese – che qualsiasi tentativo di ottenere la “indipendenza di Taiwan” condurrebbe in un vicolo cieco e ricercare lo scontro armato sarebbe autolesionistico. Non permetteremo mai a nessuno, a nessuna organizzazione, a nessun partito politico, in qualsiasi momento, in qualsiasi forma, di separare qualsiasi parte del territorio cinese dalla Cina!

E ad Hong Kong, nel mentre la polizia, secondo i dati aggiornati al tardo pomeriggio, ha arrestato oggi più di 300 manifestanti per le proteste contro la legge a tutela dell’inno nazionale cinese, in discussione al parlamento locale, e quella sulla sicurezza nazionale che sarà votata domani a Pechino. Gli agenti, per disperdere gli attivisti in movimento verso il parlamento, hanno sparato cartucce urticanti. Gli arresti di domenica sono stati 193. Manifestazione non autorizzata e possesso di armi offensive sono le accuse più comuni contestate. Dozzine di agenti sono ancora alle prese con la sorveglianza di Nathan Road a Mong Kok per evitare il bllocco della strada.

Taiwan è preoccupata per ‘qualche possibile azione militare’ contro l’isola che la Cina considera ‘parte inalienabile’ del suo territorio. Il ministro degli Esteri Joseph Wu ha detto in un’intervista a Fox News che Pechino sta cercano di ‘avere il pieno controllo di Hong Kong’ imponendo la legge sulla sicurezza nazionale. ‘Noi siamo anche preoccupati di una possibile azione militare’. Quindi ‘cerchiamo il supporto Usa e dal resto del mondo, diplomaticamente, e allo stesso modo stiamo cercando di aumentare le nostre capacità di difesa, in modo da scoraggiare la Cina’. Taiwan inoltre lancerà un piano di assistenza a favore di chi arriverà da Hong Kong.

La Cina “prenderà le necessarie contromisure contro le forze esterne che interferiscono su Hong Kong”. E’ la replica del portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha detto di voler “fare qualcosa” contro la stretta che Pechino si appresta a compiere con la legge sulla sicurezza nazionale. “Penso lo troverete molto interessante ma non ne parlerò oggi. E’ qualcosa di cui sentirete prima della fine della settimana, molto potente penso”, ha poi aggiunto ieri il tycoon. Zhao ha sottolineato che la legge è “affare puramente interno della Cina”.

La guarnigione di Hong Kong dell’Esercito di liberazione popolare, le Forze armate cinesi, ha “la determinazione, la fiducia e la capacità di proteggere la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo” della Cina. Lo ha detto ieri il comandante Chen Daoxiang, a margine del Congresso nazionale del popolo, l’Assemblea legislativa riunita a Pechino. La guarnigione, ha aggiunto Chen alla Cctv, “sostiene con forza” la mossa del Congresso “per stabilire e migliorare un sistema legale e un meccanismo di applicazione” sulla sicurezza nazionale per l’ex colonia.

La nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, all’esame finale del Congresso nazionale del popolo a Pechino, non modificherà i diritti e le libertà nell’ex colonia. “Non c’è alcun bisogno di preoccuparsi – ha affermato la governatrice Carrie Lam – Siamo una società libera e, per il momento, la gente ha la libertà di dire quello che vuole. La vivacità di Hong Kong e i suoi valori portanti, come lo stato di diritto, l’indipendenza giudiziaria e i vari diritti e le libertà continueranno a rimanere”.

La cosa utile da fare, ha aggiunto la governatrice, “è guardare la legge e capire perché Hong Kong ne avesse bisogno”. La normativa sarà approvata giovedì e andrà “a colpire un numero ristretto di persone che la infrangono”, proteggendo invece “la stragrande maggioranza dei cittadini”.

Lam, inoltre, ha definito “senza fondamento” le critiche piovute dall’estero sulla legge, osservando che la Cina si sta muovendo con un’azione “responsabile” da parte del Parlamento. “Nessun Paese lascerebbe lacunosa una materia importante come la sicurezza nazionale. Hong Kong non è stata in grado di legiferare in 23 anni”, ha sostenuto a proposito di quanto previsto dall’articolo 23 della Basic Law, la Costituzione locale che regolamenta anche i legami con Pechino. Nel futuro immediato, “sarà difficile per noi farlo ed è per questo motivo che il Congresso cinese ha intrapreso un’azione responsabile”, ha osservato riferendosi alle elezioni legislative di settembre. La legge, ha concluso Lam, sarà conforme con la Costituzione cinese.

Donald Trump è “contrariato” da come la Cina sta gestendo il dossier Hong Kong ha detto ieri la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany in un briefing con i giornalisti. Il presidente, ha spiegato, non vede come Hong Kong possa restare un hub finanziario con le modifiche legislative imposte da Pechino.

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