La crisi oltre frontiera: il Comune di Lugano rischia il default

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di ALTRE FONTI Sarà forse l’approssimarsi del Carnevale, festa che per tradizione rovescia il mondo e, con esso, ogni consolidata tradizione. Sarà anche il venir meno delle certezze, che caratterizza la modernità sotto tutti i punti di vista. Sarà insomma, come dice Woody Allen, che Dio è morto e Marx pure. Ma da tempo nessuno si sente troppo bene. Nemmeno chi, in passato, poteva vantare l’invidiabile primato di luogo tranquillo e sicuro per definizione. Nemmeno Lugano, tanto per capirsi. Città simbolo di buona amministrazione, Comune cui molti si sarebbero volentieri ispirati nel tentativo di trovare un modello di riferimento. Le cose, però, cambiano. E anche Lugano si trova oggi invischiata in un terrificante pantano, fatto di cifre e numeri da capogiro. Da tre giorni, in Ticino, non si discute d’altro se non della crisi finanziaria che sta mettendo a durissima prova la “locomotiva” del Cantone. Giovedì mattina, in un’affollatissima conferenza stampa, il sindaco Marco Borradori ha annunciato la decisione di aumentare di 10 punti il…

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