di FABRIZIO DAL COL
Tutti i santi giorni la riforma della legge elettorale va un passo avanti e due indietro. Il motivo? Salvo qualche sporadico caso come quello di alcuni big tipo Veltroni e forse anche d’Alema, tutti gli altri non intendono rinunciare alla propria ricandidatura. Infatti, questi “great fathers” nel corso della loro carriera politica hanno assunto, all’interno dei rispettivi partiti, un enorme potere di controllo e oggi, grazie alle loro correnti, dispongono di una grande quantità di voti che divengono buoni per essere utilizzati nelle trattative per le candidature. Questo “modus operandi” è stato adottato con successo dai “vecchi volponi” della politica fin dalla nascita della Repubblica ed è giunto fino ai giorni nostri senza che gli “eredi naturali”, ovvero i cosiddetti big che conosciamo oggi, abbiano mai pensato che prima o poi quel “modus operandi” avrebbe potuto finire.
La crisi economica ha reso evidente ciò che fino a ieri
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