di REDAZIONE
La crisi economica non ha frenato nemmeno nel 2011 la crescita delle rimesse degli immigrati che lavorano in Italia, ormai pari a 7,4 i miliardi di euro, lo 0,47% del Pil nazionale.
Un fiume di denaro che consente ad esempio ai cinesi giunti nel Belpaese di mantenere circa 800mila connazionali in patria. È la fotografia scattata dalla Fondazione «Leone Moressa» di Venezia, che ha analizzato i flussi monetari transitati per i canali di intermediazione regolare in uscita dall'Italia. Nel 2011 l'ammontare delle rimesse degli stranieri ha superato del 12,5% il dato dell'anno precedente. Anche l'incidenza sul Pil italiano è leggermente cresciuta, passando dallo 0,42% allo 0,47%. Mediamente, nel 2011, ogni lavoratore straniero ha spedito a casa 1.618 euro (1.552 nel 2010); destinazioni privilegiate sono Asia e in Cina. Roma, Milano, Napoli e Prato sono le province da cui fluisce il maggior importo di rimesse verso l'estero.
L'Asia è il continente maggiormente bene