Le “Exit Taxes”: la trappola per chi vuole “scappare” dall’UE

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di GEPPO CIATTI Le exit taxes sono imposte non ricorrenti (one-off) che colpiscono i plusvalori latenti (unrealized capital gains) al momento del trasferimento della residenza fiscale o di beni significativi all’estero. All'Unione Europea, insomma, non piacciono gli elusori fiscali. In pratica: si considera come se gli asset fossero stati venduti al valore di mercato il giorno prima dell’uscita e si applica l’imposta sul guadagno teorico accumulato. Scopo ufficiale di questa normativa? Impedire il tax deferral, cioè evitare che un contribuente emigri in un Paese a bassa tassazione posticipando o azzerando la tassazione sui guadagni maturati nel Paese di origine. Come nota il rapporto stesso, queste imposte diventano uno strumento per rendere più costosa e complicata la libertà di movimento degli High-Net-Worth Individuals (HNWI). Ecco alcuni calcoli realistici basati sui regimi nazionali analizzati: Francia (art. 167 bis CGI): plusvalore latente di 800.000 €
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