di ENZO MARANGONI* Abbiamo letto con stupore la dichiarazione del collega consigliere regionale delle Marche Roberto Zaffini, in merito alla vicenda giudiziaria che coinvolge la Lega Nord. Zaffini, incolpa “la moglie siciliana, la badante pugliese e il tesoriere calabrese” e disegna Bossi come “grande condottiero” vittima di un accerchiamento sudista. A parte la banalità dell’analisi e il razzismo antimeridionalista insito nelle sue parole, Zaffini dovrebbe chiedersi come mai la “badante pugliese” è divenuta Vicepresidente del Senato e come mai il tesoriere calabrese è divenuto sottosegretario di stato e vicepresidente della Fincantieri. Il fideismo ideologico che impregna Zaffini gli impedisce di capire che Bossi ha sempre saputo tutto e che ciò che è emerso sinora è solo la punta dell’iceberg. Basta leggere il libro “Umberto Magno” di Leonardo Facco per rendersene conto. Al contrario, condivido ciò che ha dichiarato il consigliere regionale della Toscana Dario Locci, anch’egli ex leghista come il sottoscritto: «Bossi è un piccolo Ceausescu caduto in disgrazia e che oggi raccoglie ciò che…















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