L’EGUAGLIANZA RETRIBUTIVA È INGIUSTA E IMPOSSIBILE

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di SERGIO RICOSSA Se a un certo anarchismo può bastare l’equivalenza di individui che rimangono diversi, al perfettismo più esigente occorre invece l’identità finale. Dunque non è sufficiente l’ottimismo di Fourier, secondo il quale l’equivalenza era in natura, e perfino i lavori sgradevoli e sporchi avrebbero trovato volontari disposti a farli con entusiasmo (egli li affidava ai bambini, che amerebbero giocare nel fango!). Né è sufficiente l’eguaglianza retributiva, che infatti Stalin, seguendo Engels, giudicava un fine dettato più da invidie “piccolo-borghesi” che dalla corretta dottrina di Marx. Solo l’abolizione dell’economia permette che tutti abbiano lo stesso reddito, ma questo perché allora nessuno ha più necessità di reddito, e tutto è gratuito. Durando l’economia, e peggio durando il mercato, l’eguaglianza retributiva è ingiusta e impossibile: ingiusta perché non tiene conto di meriti e bisogni individuali ancora diversi; impossibile perché richiederebbe un ancora inesistente equilibrio tra l’offerta e la domanda sociale dei vari talenti. È vero che quanto il mercato non fa automaticamente può esser fatto con…

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